
Intervento del Consigliere Comunale Cosimo Damiano Pizzolla
Signor Presidente del Consiglio,
Gentili Consigliere, cari Consiglieri,
ancora una volta sono a chiedervi la grazia, la cortesia di consentirmi un ragionamento sulla grande responsabilità che deriva dalla nostra carica elettiva, nel dover rispondere costantemente al Popolo che ci ha pregiati del privilegio di designarci suoi eletti. Un ragionamento necessario all’inizio dei lavori della seduta odierna, il cui ordine del giorno, reca – al punto 5) – il perentorio richiamo, da parte della Corte dei Conti di Basilicata, ai nostri precipui doveri di controllo. Siamo chiamati a porre riparo alle nostre distrazioni del passato ed adottare, urgentemente le necessarie misure correttive in ordine ad una serie di contestazioni di irregolarità, relativamente al bilancio di previsione 2008, elencate nella Delibera n. 58/2008 del 31.10.2008 della Corte dei Conti - Sezione Regionale di Controllo per la Basilicata. Pervenuta al Comune di Bernalda il 17.11. u.s. con invito al Presidente del Consiglio di darne comunicazione urgente al questa Assemblea. Per l’adozione delle necessarie misure correttive e la conseguente comunicazione tempestiva alla stessa Corte dei Conti, al fine di consentire che venga espletata la regolare attività di vigilanza, prevista dalla legge.
Ragioniamo quindi insieme, con rispetto reciproco, sui nostri doveri disattesi, cui si è sostituita necessariamente la Corte dei Conti. E sulle conseguenze di riverbero sul futuro e quindi sul nuovo Consiglio Comunale che verrà, delle lacune , dei buchi, delle voragini contabili che si trascinano ormai da anni. Alle quali – così come certamente anche questa volta – e, comunque non ci è dato saperne, come pure sarebbe nostro diritto – saranno poste, sistematicamente delle toppe di apparente giustificazione, che si sveleranno in tutta la loro artificiosità e macchinazione opportunistica, alla nuova resa dei conti. Quindi, non le vere soluzioni chieste, per legge, dalla Sezione di Controllo della Corte dei Conti.
Rispetto a tale singolare modello di amministrare, si vorrà finalmente considerare da parte della maggioranza che avalla tale irresponsabile sistema, che l’intero Consiglio Comunale, indistintamente fra maggioranza e opposizione, ha invece il compito preciso di controllare e fare proposte di raddrizzamento dei conti, attraverso soluzioni credibili, di entrate certe, a fronte di buchi di spesa poco responsabile, trascinati negli anni e proiettati sulle spalle del futuro Consiglio.
Ci chiediamo se finalmente giunge chiaro che, se avesse funzionato il Consiglio Comunale come rivendichiamo insistentemente, non saremmo ai termini urgenti e perentori della delibera della Corte dei Conti. La regolare attività democratica dei consiglieri comunali è l’antidoto vero alla perversione delle regole attuate qui a Bernalda. Per cui, si calpestano e si annientano le prerogative di legge del Consiglio e si esaltano all’inverosimile le vanagloriose pratiche da delirio di onnipotenza, con l’imperversare dei supposti strapoteri del sindaco eletto dal Popolo. Che godrebbe finanche dell’ impunita facoltà di narcotizzare, a proprio piacimento, le poste di bilancio e di giustificarne i buchi, attraverso artificiose e improvvisate toppe che, a distanza di mesi, alla prova dei fatti, rivelano l’evidente magagna del sistema, del modello. Tutto basato su dati falsi. Dove si è surrettiziamente dato valore di previsione di entrate certe, a tutto ciò che invece, la dottrina contabile, di norma definisce a fisiologia precaria e straordinaria, di previsione.
Parliamo delle previsioni di entrate certe derivanti dalle ipotetiche contravvenzioni degli autovelox a trappola, contro gli ignari cittadini. Che non sempre ci cascano e fanno svelare la precarietà degli artifizi di previsioni di entrate, che – la Democrazia vera e partecipata dovrebbe vietare rigorosamente. Perché è pratica infame dal sapore di dominio feudale, di quegli Enti Locali che danno a sì infima furberia, dignità di accesso alla formulazione del Bilancio, che la Politica dovrebbe esaltare ad atto eminentemente rappresentativo dei valori identitari delle virtù civiche dell’intera Comunità amministrata. Che non va così vilipesa e umiliata nel disprezzo dell’intelligenza dei Cittadini, messi a dura prova dagli autovelox trappola. Invece, i Cittadini devono certamente contribuire alle entrate giuste, non alle estorsioni a tradimento degli autovelox.
Vi è poi il capitolo dell’abusato ricorso alle previsioni di ipotetiche entrate da improbabili oneri da nuove costruzioni. Tale pratica abusata la si ritrova indifferentemente a giustificazione, sia di poste di bilancio taroccate, sia nella facilitazione di accesso ai mutui per opere, si fa per dire, come si è potuto constatare, nel caso di Piazza del Popolo e dintorni.
Questo Consiglio, Signor Presidente, se fosse dato di esercitare regolarmente il proprio compito di legge e avesse regolare accesso agli atti che consentissero il monitoraggio della spesa e delle entrate, per come vengono previste in bilancio, sarebbe avvertito automaticamente che il Sindaco e la Giunta, quando adottano tali pratiche di ricorso a quelle entrate pocanzi dettagliate, particolarmente quelle derivanti dagli oneri per nuove costruzioni, compiono atti di vero tradimento alla Città. Proprio nel momento in cui vengono date disposizioni politiche agli ottimi funzionari contabili, di scrivere previsioni d’entrata su capitoli che non ne vedranno mai la luce. In quanto il sindaco Renna sa bene di aver già accordato ai suoi amici impresari immobiliaristi, scomputi miliardari non dovuti, che terranno a secco le entrate, su tali capitoli. Saranno disattese anche quelle previste a fronte dei ratei di mutuo per la Piazza del Popolo e dintorni.
Non occorre essere dotati di chissà quale scienza, per capire che tali pratiche di perverso turbidume affaristico, scaricano inevitabilmente sugli amministratori che verranno, la voragine di debiti finora coperti da false giustificazioni. Artifiziate anche nelle misure correttive che vengono comunicate alla Corte dei Conti.
Tutte queste cose le sa Lei Signor Presidente? E voi tutti Consiglieri, fra cui vi è chi spesso si avventa contro chi fa il proprio dovere verso la Comunità disamministrata, le sapete? E’ di questo che si tratta nei rilievi della Corte dei Conti. E ci è chiesto, sì proprio a noi consiglieri comunali, è chiesto di trovare soluzioni credibili e che abbiano il crisma della verità e della certezza.
Correttezza e rispetto reciproco vorrebbe che il Consiglio tenesse già agli atti le soluzioni condivise da fornire alla Corte dei Conti, in adempimento della delibera in questione. Il fatto stesso che il Consiglio venga tenuto fino a quest’oggi all’oscuro di tutto, vien di dedurre che – ancora una volta – saranno fornite le solite toppe di consolidata marca casereccia, cucinate in privato, fra presunti addetti ai lavori. Quello che passa il convento !
Se poi dobbiamo far parlare il cuore, come siamo abituati noi appassionati della Politica della partecipazione diretta e popolare all’attività consiliare, dobbiamo dire che ci aspettavamo un maggiore coinvolgimento e una diversa considerazione del ruolo attivo di consiglieri, con l’avvento del Compagno Mario Grieco alla guida dell’assessorato Bilancio e Patrimonio. Avevamo sperato che ad ogni domanda nostra, su argomenti che attengono la politica della spesa e della tutela del patrimonio comunale, non ce la si cavasse con la scivolosa risposta di dover interpellare il Ragioniere o il Funzionario contabile perché, in materia di Bilancio, di Finanza e di patrimonio, non vi è Politica amministrativa ma solo tecnica contabile! Peccato ! Non per le nostre disillusioni personali, ma per l’occasione perduta per il Popolo di Bernalda Metaponto. Nel non aver potuto stillare tutte quelle promesse conquiste che fanno la differenza, nella scintilla rivoluzionaria che fanno grande l’anima della differente Politica di sinistra. Di cui certamente si sarebbe potuta ben caratterizzare e corroborare la politica di bilancio e di spesa, di un Comune come il nostro. Ricco dell’apporto costruttivo ed esaltante delle virtù civiche idenditarie dei suoi laboriosi ed industriosi cittadini.
Che dire poi dell’ attesa occasione propizia di uno scatto di fierezza,nell’appropriazione legittima del proprio ruolo di consiglieri attivi, almeno nella materia di cui è per l’appunto responsabile di Giunta il Compagno Grieco. Dobbiamo proprio rassegnarci. Anche perché stiamo alla fine della Consiliatura e della già troppo lunga sequela delle disastrose giunte di sinistra.
Cosa vi possiamo quindi dire in questa situazione così da voi ridotta, nell’attuazione delle leggi sulla partecipazione popolare all’attività amministrativa, ognuno certamente nei propri ruoli, ma nel rispetto della legge.
Fate pure come vi aggrada assumendone tutte le responsabilità, in continuità fra voi addetti ai lavori.
Ovviamente non possiamo neppure consentirvi di avere noi partecipi al vostro fianco in questo Consiglio, nel cotale vostro modo di fare, neppure un attimo oltre.
E’ bene che si sappia. Noi conosciamo bene qual è il nostro compito. La verità è che Lei Presidente di fatto ci ha impedito di svolgerlo in pieno, per tutta la Consiliatura.
Per essere tutti noi consiglieri, impediti di apportare il nostro contributo costruttivo per invertir tendenza, dovremmo vibratamente protestare tutti e riappropriarci del legittimo esercizio dei nostri compiti di legge, ancor più perché chiestici esplicitamente, dalla stessa Corte dei Conti.